Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0: tutto ciò che bisogna sapere

Il Recovery Fund italiano ha sicuramente segnato una svolta per il Paese. Le misure intraprese vogliono lanciare l’Italia verso un futuro tecnologico, rendere le nostre imprese competitive a livello internazionale, aiutando il passaggio ai sistemi di Industria 4.0.

Fra le varie misure adottate, quindi, era prevedibile che ci fosse un piano nazionale dedicato interamente alla transizione 4.0. Il nome ufficiale di questo investimento statale è “Nuovo Piano Nazionale Transizione 4.0”.
Ma cosa comprende? Come aiuta nel concreto le imprese che vogliono aggiornare i propri sistemi?

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Incentivi e formazione 4.0

Molte sono le aree d’interesse del Piano Nazionale, che riguardano per la maggior parte crediti d’imposta, con la rimodulazione dei super e iper-ammortamenti nel piano 2021.

Viene incentivata l’ecosostenibilità, macchinari innovativi e software 4.0, ma la formazione professionale non viene lasciata in disparte, arrivando ad avere fino al 50% del credito d’imposta per le piccole aziende, con il 60% riservato al formare lavoratori appartenenti alle categorie protette.

Rivoluzione anche sul fronte Smart Working: il bonus investimenti 4.0 è stato infatti prorogato fino al 2022 e riguarderà una pletora di beni. Da quelli strumentali materiali, al software, al R&S, transizione ecologica e formazione.

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Nuova Sabatini e chiusura sportelli

In data 2 Giugno 2021, il Ministero dello sviluppo economico ha chiuso temporaneamente lo sportello per le richieste riguardanti la misura Nuova Sabatini, sia per le tecnologie 4.0 che non.

Si può leggere di più nel decreto direttoriale del 1 Giugno. Rimangono comunque valide le prenotazioni effettuate tramite banche o intermediari prima del 2 Giugno, le quali avranno priorità nel momento in cui ci sarà un rifinanziamento della misura.

Permangono invece tutti gli altri incentivi del Piano Nazionale, in base alle scadenze indicate dal Ministero.

Requisiti e importi

Tutto ciò che serve per accedere agli incentivi è essere imprese residenti sul territorio italiano, “comprese le stabili organizzazioni di soggetti non residenti” cita la Legge di Bilancio.
Sono inclusi tutti i settori economici e qualsiasi forma giuridica, di qualsiasi dimensione e regime fiscale. Tuttavia, cambiano le percentuali a seconda delle categorie di appartenenza.

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